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Problemi

Quando sto scrivendo una storia, se chiudo la giornata con un problema non è necessariamente un male. Meglio un sano problema, piuttosto del nulla.
Meglio che ritrovarsi la mattina dopo davanti allo schermo bianco, in un punto morto. Un problema da risolvere è una sfida. Sarà interessante trovare la soluzione, raccontarla. Sarà interessante anche per il lettore.

Qualcosa mi inventerò, di sicuro. Magari tornando indietro di qualche pagina e aggiungendo un dettaglio, preparandomi meglio la strada. Come un divinità capricciosa, posso mutare il passato per avere il presente e il futuro che voglio io. 
E comunque per pensarci ho davanti tutta la sera, la notte, la doccia domattina, una telefonata con l'editor o un collega mentre cammino verso lo studio...
Troverò una soluzione e poi, se va bene, un nuovo problema per il giorno dopo.


Commenti

Esatto!
Ciao Tito! Penso che l'essenza stessa della vita sia un insieme di problemi da risolvere senza soluzione di continuità. Ogni giorno le persone hanno dei problemi da chiarire per poter andare avanti, se non ci fossero resterebbero sempre immobili. Come sarebbe possibile crescere altrimenti? Bè, qualche burlone potrebbe dire: "Farsi recapitare un buon libro e informarsi" ;-) Vi sarebbe un arricchimento a livello cerebrale, ma a che serve se non puoi metterlo in pratica? E' inutile, se stai fermo sei morto. Bisogna avanzare lungo la strada della vita superando i vari ostacoli/problemi (taluni con facilità, tal altri con difficoltà) consci del fatto che ci arricchiranno sotto ogni punto di vista.

Non fraintendetemi. Io i problemi li lascio tutti ai miei personaggi, dentro le storie.
Fuori, nella vita "vera", ne faccio volentierissimo a meno.

Si, ho capito. Tutti ne faremmo a meno, ma comunque non possiamo non averci a che fare.
Tu poni il tuo personaggio in una stuazione problematica che deve essere chiarita, perciò avrai il problema (nella vita "vera") di far risolvere il problema (nella storia scritta) al personaggio. Sbaglio?
Intendevo "problema" nel senso lato del termine: grande, piccolo, infinitesimo, mastodontico che sia. Come giustamente sostieni è meglio averlo pittosto che non avere nulla.

"piuttosto", non "pittosto". Scusa...

Oggi il problema l'avevo io. Per fortuna, ho pensato di chiamarti.
Te ne devo una. Lunedì, per lo spezzatino, sei mio ospite.
Grazie.

Figurati. È stato un piacere...

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