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Beata ignoranza

King

So che quanto segue si presterà a orribili fraintendimenti. Ma voglio essere ottimista.

Le storie si nutrono di altre storie. Sono il carburante, senza cui non si va avanti. Dietro a ogni scrittore, c'è un lettore. E le storie sono ovunque. Storia da leggere, storie da vedere...
Si impara da quelle buone e, secondo Stephen King (che ha sempre ragione), perfino da quelle brutte.

Però...
Però arriva un momento in cui bisogna smettere di fare benzina e partire. Cominciare a scrivere le proprie, di storie. 
Ma questo non lo si può fare continuando a stare lì tutto il giorno a studiarsi montagne di fumetti, a consumare colonne di libri, a scaricare milioni di film. 

Secondo me, questa infinità di storie altrui rischia di diventare una zavorra. È pericoloso. Si può finire per credere che ogni storia sia già stata scritta. Trovando sempre qualcuno che lo ha già fatto da qualche parte del mondo. Magari in una mini serie americana che ha venduto sei copie o in un misconosciuto film coreano. 
Forse è anche vero. Forse c'è e ci sarà sempre qualcuno che lo ha già fatto. Ma lo avrà fatto a suo modo. E voi, ora, non negatevi il diritto di farlo nel vostro modo. 
È quasi meglio non sapere. Vivere, da un certo punto in poi, in una specie di beata ignoranza.

Conosco autori che, quando scrivono, leggono poco. Io stesso passo lunghi periodi a non leggere fumetti, o a leggerne molto pochi, mentre li sto scrivendo. È quando ho bisogno di pace, di vuoto, attorno a me. Allora leggo e vedo altre cose, con altri modi di raccontare storie. Ma non fumetti. 

E se racconto a un mio amico, magari un collega, una storia a cui sto lavorando e lui mi dice: "Ehi, mi ricorda quest'altra cosa! La vuoi leggere?"... io gli rispondo: "No, non voglio nemmeno sapere che cos'è!"

Commenti

Se King avesse saputo da sempre che negli spogliatoi femminili delle palestre delle scuole esistono erogatori di assorbenti, la sua mente avrebbe combinato l'informazione con la teoria - letta in una rivista - che i poteri ESP si manifestano, principalmente nei teenagers, in seguito ad uno shock/pubertà ?
Forse la creatività è innescata dal tentativo della Natura di confermare che non ama il vuoto e che tutto ha una direzione ed un verso.
Millenni di storia ripieni di bimbi di ogni età intenti ad incastrare le tessere di un mosaico senza fine.

Altro che fraintendimenti... parole sante!

Nel mio caso la questione è ancora più accentuata perché pure i film/fumetti/libri/dischi che ho già "consumato" li dimentico. La mia memoria funziona davvero male... a volte è un male perché mi fa fare la figura dell'ignorante, altre volte invece è un bene perché non mi faccio troppo condizionare...

Borges cita Paul Valéry, il quale scrive: "La storia della letteratura non dovrebbe essere la storia degli autori e degli accidenti della loro carriera e della carriera delle loro opere, ma la Storia dello Spirito come produttore o consumatore di letteratura. Una simile storia potrebbe essere condotta a termine senza menzionare un solo scrittore."
Lo stesso Borges ci informa, poi, che Emerson (il poeta, non il calciatore) scrive: "Si direbbe che una sola persona abbia redatto quanti libri c'è al mondo; tale unità centrale è in essi, che è innegabile che son opera di un solo essere onnisciente."

Liberi di credere - perfino noialtri scribacchini (ma di secondo conio, giacché non letteratura, come, per esempio, il Moccia, produciamo, bensì giornalini) - liberi di credere, dicevo, che noialtri si è "autori" di chissàche. Quello che scriviamo, dice Borges, non ci appartiene, né quando lo pensiamo, né quando lo mettiamo per iscritto (per iscritto, poi, si fa per dire: ormai s'usano tastiere, e allora che scrivere è?), né, tantomeno, quando altri leggono.
Non è nemmeno questione che qualcun altro l'abbia già fatto. Tanto, non siamo noi. È lo Spirito che ci entra indentro per qualche orifizio. Poi, noialtri, al massimo si elabora con le nostra budella.
Ecco. Viene da pensare che quando ci capita di scribalucchiare qualcosa di buono, quello è lo Spirito. Il rimescolo delle budella, quello è l'autore.

Oggi sei criptico, Fausto. Però ho capito...

Ciao a tutti!
Fausto è criptico, ma ha scritto delle cose interessantissime, illuminanti oserei dire. Quasi mi vergnogno di queste mi righe dopo il suo post.

Tutto ciò che è stato detto è verissimo e concordo in pieno.
L'immagine della copertina di "On Writing" di Stephen King nel post di Tito non è casuale. Consiglio a chi non l'ha fatto di leggerlo perchè è un gran bel libro. Utile soprattutto a chi aspira a divenire un inventore di storie.

In uno dei miei post precedenti ho citato Hitchcock e mi accingo a ri-citarlo. Per quel capolavoro che è "Vertigo" ("La donna che visse due volte") il maestro del brivido ha detto agli sceneggiatori di leggere "D'entre les morts" (il romanzo a cui il film si è ispirato) di Pierre Boileau e Thomas Narcejac e, prima di iniziare a stendere la sceneggiatura, di dimenticarlo!

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