Parliamo di fumetto seriale, incentrato su un certo personaggio e sul suo mondo.
Alla base di tutto c'è un equilibrio dinamico: da una parte l'editore, dall'altra l'autore.
Di solito, l'editore tende alla conservazione. L'autore, invece, all'innovazione.
"Di solito", ho detto. Non sempre, ma spesso. È naturale che sia così.
Ognuno ha ragione, guardando le cose dalla sua parte. Ognuno fa la cosa più giusta, più sana.
L'editore deve evitare che il personaggio e la serie siano stravolti perdendo gli elementi che li caratterizzano. Non vuole che diventino scatole vuote, dove ogni autore mette solo le sue cose. Dove il lettore non sa più cosa troverà... e, alla fine, non troverà più ciò che cerca.
Però è comunque giusto che l'autore ci metta qualcosa di suo. Che porti la serie avanti, facendola evolvere. Il pubblico cambia, pretende linguaggi e temi nuovi. C'è il rischio di stancare i vecchi lettori, senza trovarne di nuovi. C'è il rischio di fermarsi e poi tornare indietro, perdendo terreno.
È come un tiro alla fune, quindi. Editore ed autore che si fronteggiano. Ognuno fa il suo gioco, lealmente, ed è indispensabile che ce la metta tutta, puntando i piedi quando serve.
Perché se uno dei due molla, di colpo, per pigrizia o debolezza, l'altro finisce con la schiena a terra. E si fa male.
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Commenti
Giorgio 26/dic/2008 21:18:26
Tito Faraci 26/dic/2008 21:54:26
GIAK 27/dic/2008 12:12:04
Tito Faraci 27/dic/2008 15:22:19
Hytok 30/dic/2008 22:11:18
Tito Faraci 02/gen/2009 17:56:28
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