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Tale il padre...

Sperling__la_scatola

Forse la storia più interessante non è quella raccontata nel libro, ma quella del suo autore.
Non la troverete in copertina, e nemmeno all'interno. Ma ormai è stata resa pubblica: non è più un mistero, cioè, che Joe Hill è figlio di Stephen King.

A quanto pare (fidiamoci), la cosa è stata tenuta nascosta agli esordi dell'autore, negli anni Novanta. Joe non voleva avvantaggiarsi della gloria paterna. Ma, dopo avere vinto premi e avuto buone recensioni con i primi racconti, ha svelato la verità in occasione dell'uscita di questo romanzo, La scatola a forma di cuore.
Anche se, come detto sopra, la notizia non appare sul libro, Joe Hill (King) ha rilasciato una discreta quantità di interviste al riguardo.

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Figlio di papà o figlio d'arte?
La risposta è nel romanzo, ora uscito in edizione economica, che non ho resistito a ficcare in una borsa già strapiena di roba, nell'ultimo giro di acquisti prenatalizi in libreria. Non sapendo poi a chi regalarlo, me lo sono tenuto e l'ho letto.

Sono bastate poche pagine, addirittura poche righe, per rendermi conto di una cosa di un'ovvietà tale da essere, paradossalmente, sorprendente: il ragazzo (si fa per dire, dato che è nato nel 1972) scrive alla Stephen King.
Questo avrebbe potuto infastidirmi, se non fosse che lo fa piuttosto bene. Non solo usa i meccanismi e i trucchi del padre alla perfezione. Sembra anche conoscerne le ragioni profonde. Sa cosa fa, sa perché lo fa. Non è un semplice e sterile esercizio di mimesi stilistica.

Quanto alla trama, senza rovinare sorprese, siamo dalle parti della Metà oscura o di Mucchio d'ossa. Anche se il protagonista è una rockstar stanca e in crisi, non uno scrittore.
È una storia di fantasmi, di amore (anzi, di amore negato), di padri cattivi e di figli inadeguati, di incubi quotidiani, di crisi di mezza età...
Se vi piace King, ci siamo già capiti. Se non vi piace, girate al largo e facciamo prima.
Per inciso, il romanzo si apre con una citazione della Voce del fuoco, di Alan Moore. E questo fa guadagnare all'autore qualche punto in più.

Spero per Joe Hill che in futuro pubblichi qualcosa di più originale e personale. Lo spero per lui, mica per me. Da bravo fan di King, non mi dispiace l'idea di averne un succedaneo valido.
Certo, alla fine essere figlio di tanto padre lo avrà aiutato. Per esempio, a vendere una copia di questo libro a me. Comunque sia, Joe merita comprensione e solidarietà umana. Tutti noi amiamo il Re, ci sta tanto ma tanto simpatico. Tuttavia viverci a fianco ogni giorno, con le sue ossessioni e i suoi incubi, non deve essere stato facile.

Commenti

Non sarà stato facile vivere, fianco a fianco, ogni giorno, con il re della collina ( the King of the Hill, of course ) per un bimbo che sogna di diventare scrittore.
Ci pare di vedere il piccolo Joe mentre bussa alla porta dello studio del papà, la manina serrata sul primo racconto giudicato degno del giudizio del Re.
La trama: una rockstar in crisi, mezz'età arrivata senza preavviso , la dove erano muscoli tonici ora un mucchio d'ossa, l'orecchio che sentiva distinta e d'istinto la voce del fuoco ora solo un posto dove appendere radi capelli grigi, si ritira nella sua villa sulla sommità di una collina a Bangor, nel Maine.
Il suo progetto: lasciarsi lentamente portare al riposo del guerriero. Non paga i conti. Non cambia le lampadine fulminate. Un buon 50% dei locali resta al buio. La rockstar vive nella metà oscura. Interroga le ombre. Dialoga con i fantasmi. Si innamora dei suoi incubi. Nascono due bimbi: Surrogato e Succedaneo - apparentemente gemelli.
Surrogato ha il sorriso di un venditore porta a porta di enciclopedie che riesce a vendere qualche copia in più. Succedaneo ha l'espressione afflitta di chi non acquista un punto in più nemmeno regalando l'atlante aggiornato. I due litigano continuamente.
Il padre promette loro un regalo se saranno in pace per un giorno. I bimbi passano 24 ore a cambiare le lampadine. Il padre porge loro una scatola a forma di cuore. I gemelli la aprono: contiene il cuore della rockstar. Surrogato lo vuole per sè. Idem Succedaneo. La Rockstar propone di tagliarlo in due. Surrogato, un sorriso che va dal suo orecchio a quello sordo del padre, accetta e prende l'accetta. Succedaneo, in un momento di profonda comprensione umana, lascia l'ascia ed il cuore nelle mani del fratello.
Sappiamo cosa avrebbero fatto Salomone e Sancho Pancia, ma non lo sapeva Joe:
la rockstar accende tutte le luci della casa - quella notte molte navi naufragarono contro gli scogli del New England ingannati dalla luce del faro fantasma - e compone una rock opera che scala billboard, relegando ai piani bassi della classifica The Dark Side of the Moon. La metà oscura era sconfitta.
Il Re guarda il suo bimbo, un sorriso che va dal suo occhio indipendente al cuore del suo interlocutore fremente, e gli consiglia di trovarsi un altro passatempo.
Quanti sono i figli che seguono le indicazioni del padre?

Ah-ah, Crepascolo!
Ma qualcuno ha letto qualcosa dell'ALTRO figlio di King?
Comunque conLa scatola a forma di cuore è andata per me come per te. Lo vedo al super e decido di prenderlo. Giro la prima pagina e vedo la citazione da Moore. Giro la seconda e vedo che la prima parte del libro di si chiama Black Dog. E così via.
L'unico mio rimpianto è questo: immagina se il libro, invece di Succedaneo, qua, l'avessere scritto JOE R. LANSDALE.

Crepascolo, oggi sei particolarmente in forma! Anche tu fan del Re, vero?

Le citazioni metallare hanno intrigato anche me, anche se qui e là il "giovane" precipita negli stereotipi.

Lansdale è stato probabilmente il più grande discepolo di King. Ma è stato ed è anche molte altre cose.

Se vuoi leggere un thriller dove una certa musica - una certa cultura rock - ha un vero ruolo chiave, scritto da uno che ne sa e si capisce, prova questo:
http://www.ibs.it/code/9788817015219/robinson-peter/black-dog.html

Ciao
Tito

Da appassionato kinghiano (vedi ad esempio qui: http://www.ibs.it/code/9788874240210/crovi-luca-priarone-stefano/stephen-king-l-uomo-vestito.html) mi sa che questo libro me lo procurero.

Cmq, fra i figli d'arte, molto molto meglio Kasey Lansdale :-)
(che mi ha anche omaggiato il suo album d'esordio ;-)

Ciaoissimo
Stefano

Ehi, Stefano, da super-esperto, tu sai qualcosa dell'altro figlio di King a cui accenna Susanna più sopra?

E' Owen, il figlio secondo me più amato da King, il minore, nato nel '77 quando il padre aveva già successo (non come Joe e Naomi nati quando lui e Tabby facevano la fame) , nella raccolta di racconti Incubi e deliri (vado a memoria) c'è un lungo articolo del padre sulla stagione di baseball del figlio all'epoca ragazzino. In Scheletri,altra raccolta gli dedica una poesia. Ha pubblicato nel 2005 una raccolta di racconti, Siamo tutti nella stessa barca, edita in Italia da Frassinelli.

Ciaoissimo
Stefano

Ciao Tito, innanzitutto Buon Natale!
volevo chiederti, visto che lo nomini qui, cosa ne pensi de "La voce del Fuoco"? io sono mesi che quando vado in libreria sto preprenderlo ma poi all'ultimo rinuncio e lo rimetto sullo scaffale... tu lo hai letto? e cosa ne pensi? premetto che lo comprerei a scatola chiusa, sono un grande fan del sommo Moore, ma vorrei sperare che ha colto nel segno anche stavolta e non rimanerne deluso... spero che un tuo consiglio possa illuminarmi! grazie mille, e già che ci siamo complimenti per "L'ultimo caso di Topolino", splendida!
a presto e buone feste!
Paolo

Ti dirò, a Black Dog ci sono passata davanti un paio di volte in libreria. E avendo già letto altra roba di Robinson PENSAVO di prenderlo. Ma ultimamente il crime mi ha un po' appallato, e così ho sempre rimandato.
Visto che me lo raccomandi, mi sa che dovrò decidermi.

Be', la mia opinione è un po' di parte: all'edizione italiana della Voce del fuoco - per le Edizioni BD - ci ho lavorato in prima persona, dalla parte della barricata dell'editore.

Chiaro, prima di tutto è un libro che le Edizioni BD hanno deciso di fare perché ci credevano molto e, devo dire, ha dato molte soddisfazioni.

È una lettura complessa, che richiede attenzione e dedizione, ma secondo me ne vale la pena. Un libro affascinante, emozionante e magico. Scritto dall'Alan Moore più esoterico e oscuro.

@ Susanna

Secondo me, Black Dog è un ottimo libro. Quasi al livello del Camaleonte, se hai presente.
Il che non è poco.

Mh-mh. E' che ormai a quel tipo di letteratura britannica crime mi sono assuefatta. Ho sempre l'impressione che Rankin abbia già fatto più o meno tutto quello che c'era da fare.
E così i vari Robinson, Robotham, Mo Hayder e Billingham mi sembrano annacquati.

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