Successivo » « Precedente

La morte non basta

22_bullet_a

Quando in una storia avete messo in scena un personaggio davvero malvagio, che compie le peggiori nefandezze e genera l'odio del lettore, vi siete procurati una carta vincente. Siete stati bravi.
Però, ora, attenti a come usate questa carta nell'ultima mano della partita.

Per soddisfare il lettore, per appagarlo, la fine del terribile villain dovrà essere dolorosa, perfino atroce... dovrà scontare le proprie colpe soffrendo quanto e più delle sue vittime. Una pallottola in mezzo agli occhi non sarà sufficiente. Sarà una sorta di orgasmo mancato. La morte, da sola, non basta.

Tenetene conto. Ma...
Ma poi fate come volete. Potete decidere di non dare questo genere di appagamento al lettore, di negarlo. Basta che lo sappiate, che sia una scelta precisa.
Le storie e i personaggi tendono a portarvi dove vogliono loro. Il che, intendiamoci, talvolta è un bene, un vantaggio. Voi, però, reggete saldamente il timone.
Anche quando soffia il più impetuoso dei venti.

Commenti

Ne parlavo tempo fa con un mio amico in relazione ai film di Abel Ferrara. Il succo della conversazione era: "Per un grande personaggio serve una grande morte". Concordavamo sul fatto che Ferrara abbia dato sempre delle grandi morti, a volte persino delle "buone" morti, ai suoi personaggi.
E, sempre in relazione a questo punto, ho smesso di essere una fan della Rowling esattamente nel momento in cui ha ucciso il suo cattivo in modo sbrigativo e sciatto.
Certe cose ti fanno rivalutare le vecchie, sane, morti da venti minuti, con il morituro che continua a rantolare e a dettare le sue ultime volontà per i posteri mentre perde sangue e budella.

Eta e Beta, due vecchi amici si incomtrano. Eta è sorridente, Beta cupo.
Eta: - Beta, vecchio mio! Come mai così triste ? -
Beta: - Mio zio Matusalemme, centenario, è morto -
E: - Oh poveretto. Immagino sia stata l'età...-
B: - No. Stava facendo l'amore con la sua amante, una ragazza di vent'anni...-
E: - Perbacco! Immagino sia stato un infarto...-
B: - No. Sono stati sorpresi dal marito di lei che era armato...-
E: - Che brutta fine! Le pallottole fanno male...-
B: - No. Mio zio, spaventato, è saltato dalla finestra: la camera era al terzo piano...-
E: - Brutto volo immagino...-
B: - No. E' rimbalzato sul telone di un fruttivendolo sotto la camera...-
E: - Per poi schiantarsi al suolo? -
B: - No. E' rimbalzato sul carico di un camion che trasportava materassi -
E: - Ed è finito in strada? -
B: No. E' rimbalzato sulla antenna a parabola di un vicino...-
Eta, spazientito: - Insomma: come è morto ? -
Beta: - Abbiamo dovuto abbatterlo: continuava a rimbalzare di qui e di là! -

E' una storiella più vecchia di Eta Beta e, forse, ha ragione Asimov quando sostiene che le barzellette sono inventate dagli alieni che le diffondono sulla Terra per studiare le reazioni di bipedi capaci di accendere mutui ed elevare contravvenzioni, ma contiene, in embrione, la lectio faracica.
Il lettore seriale potrebbe seriamente ragionare come un ragioniere e chiedere la chiusura della partita doppia: il malandrino aderisce al lato oscuro della Forza e quindi peste lo colga. Catartico come una tisana alla menta dopo una giornata passata a doppiare Lisa Simpson.

Oppure un modo appagante di punire il Cattivo è che il Buono gli accordi una fine clemente, quella che il Cattivo non ha accordato alle sue vittime, punendolo quindi in maniera morale e non fisica...

Come dice Gordon in "The Killing Joke": "Deve vedere che i nostri metodi funzionano!"

Il Joker tira il calzino solo se è Nicholson nella pellicola di Burton - mandante la Warner preoccupata di dover pagare un altro cachet milionario a Jack per il sequel.
Ledger è un altro paio di maniche.
Se un giorno Abel Ferrara dirigesse la riduzione cinematografica di una novella della Rowling in cui il Clown del crimine si allea con Voldemort per rasare a zero Agrid, dubito che riuscirebbe a girare una sequenza in cui il Joker, crivellato di colpi, cade in una cisterna ripiena di acido. Al massimo avremmo un happy ending con la nemesi di Batman che perde una partita a Quidditch.

ehm,scusate l'ardire......ma io trovo che tutti voi che commentate qui siate troppo colti.....davvero,non riesco a seguire il senso dei vostri discorsi!!!.......vi prego,non dissertate troppo......o farete morire anche pippo.....e la cosa non va:non è lui il cattivo....o sbaglio?...

Troppo colti? Ma no, non troppo.
Interessanti, sì.

Pippo - a parte la variante di Pazienza, in cui semmai il cattivo era interpretato da Mickey Mouse - è considerato, in genere, un bravo figliolo, magari un po' bislacco.
Difficilmente lo vedremo su di una brutta china, se pensiamo alla attenzione con cui mamma Disney segue i suoi figlioli. Peccato.
Vediamo già la storia: un manager discografico con i tratti del Joker, ma meno rassicurante, arriva a Topolinia alla ricerca di nuovi talenti. Folgorato dalla gag di Pippo che cerca di montare un'amaca, mentre intorno a lui ronza l'ape maia in libera uscita, propone al simpatico spilungone di riciclarsi nel front man di una grunge band insieme al cavallo Piedidolci ( batteria ) Atomino Bip Bip ( basso ) e Maga Magò
( chitarra ). In meno tempo di quanto ne occorra a leggere tutti i numeri di Paperotto, the Goofy Mystic Machine reinventa il sound di Seattle. Van Sant è pronto a fare il film, ma Pippo non vuole saperne di spararsi in faccia. Topolino, nel frattempo, firma per una miniserie in cui si rileggono le prime annate di Derrick - Pippo dovrebbe interpretare la versione disneiana di Harry Klein, l'assistente dell'ispettore ( sembra nato per il ruolo ), ma travolto dal successo del primo live unplugged risponde picche.
Topolino sembra tanto un bravo ragazzo, ma ha la stessa moralità di un cortigiano in un dramma elisabettiano e minaccia di far arrivare ai suoi capi alcuni provini di Pippo girati per la Warner Bros.
Se volete vedere lo spilungone realmente fuori daui gangheri, interrompete la sua registrazione del nuovo singolo, minacciando di rendere pubblico un cartoon in cui, nudo, insegue uno struzzo velocissimo, su e giù per un deserto stilizzato.

Ammazzare il cattivo? Eh, poi succede come con Moriarty.

V.

C'è di peggio (di meglio?) della morte, infatti.
Ma il punto è anche che quando hai creato un "buon" cattivo finisci sempre per affezionarti.

"Ammazzare il cattivo? Eh, poi succede come con Moriarty."
-
Ora, non per essere sempre la solita holmesiana, ma mica male come morte, finire giù dalle cascate avvinto in una lotta mortale con il tuo eterno nemico (che poi se la cava, ma questa è un'altra storia).

Sì, ma succede che poi lo devi far risorgere a furor di popolo. Insomma: lascialo campare. E' meglio.

E poi Blackie DuQuesne insegna: è il cattivo che conta.

V.

Al giorno d'oggi, Mefisto come minimo chiederebbe i danni per sé e per la famigliola devastata.
Scherzi a parte, Tito, vogliamo un bel cattivone su Tex...

A reclamare per i danni, di solito, sono i lettori: quando Dick Tracy uccise Flattop, un sicario dalla faccia trapezoidale, pettinato come la principessa Leila, galante ed eccentrico, il pubblico delle strips organizzò un vero funerale, dopo aver inviato telegrammi di cordoglio a Chester Gould che si vide costretto a creare prima un cugino, poi un figlio di Flattop.
'' C'è di peggio (di meglio?) della morte, infatti.
Ma il punto è anche che quando hai creato un "buon" cattivo finisci sempre per affezionarti. ''
Se la morte è troppo definitiva, si può ripiegare sulla ' pizza al trancio'.
Garth Ennis è arrivato a creare un cattivo, herr Starr, per il suo serial Preacher, che perde letteralmente in pezzi, come Martin Balsam in Piccolo Grande Uomo, mentre persegue i suoi scopi.
Naturalmente, si può scegliere anche la soluzione della conversione: L'Innominato, Darth Vader, Magneto e Claudia Koll si sono trovati, prima o poi a Damasco e da lì hanno fatto rotta per la luce alla fine del tunnel - non sempre un treno che ci corre incontro.

Sono contento per l'Innominato, Darth Vader e Magneto.
Un po' meno per Claudia Koll.

Su, ragazzi, adesso facciamo i seri...

"Naturalmente, si può scegliere anche la soluzione della conversione: L'Innominato, Darth Vader, Magneto e Claudia Koll si sono trovati, prima o poi a Damasco e da lì hanno fatto rotta per la luce alla fine del tunnel - non sempre un treno che ci corre incontro."
.
Perché, Claudia Koll, dopo essere caduta nelle tenebre del cattolicesimo, se ne è finalmente distaccata?

Sono sempre le migliori a lasciarci.

V.

come dice tito,a questo punto vorrei tantissimo fare il serio,se solo capissi come farlo....forse lo sono sempre stato,e non lo so....però dick tracy me lo ricordo anch'io(evvai,ho fatto un punto!),ne vidi una videocassetta da bambino,era troppo forte....

ecco,a proposito di cattivi,vorrei capire chi è il vero cattivo nelle storie di diabolik....tito potrà aiutarmi certamente,visto che scrive anche per il re del terrore....diciamolo pure,ma ginko è davvero un cattivo??.di solito quando un personaggio è così onnipresente da braccare il protagonista,è difficile vederlo come un nemico.....credo sai per questo che ginko non è mai morto....eppure diabolik deve avere mille motivi per avercela con lui.....ma allora se non è ginko,chi è il vero nemico su diabolik??....un riccone di turno,da derubare per soddisfare le manie di possesso di diabolik??.....ecco,mi chiedo se su diabolik potrà mai esserci(o se c'è stato)un cattivone morto....morto in modo difficile(per l'autore che lo fa morire...)

Caro Pippo, vorrei scusarmi con il ns anfititrione, perchè temo che il fattore K ( Koll) abbia portato in tutt'altra direzione da quella che il suo spunto si proponeva di derivare, e con te, perchè temo che il mio pensiero ( tanto per dargli un nome ) sul tema della punizione del cattivo ti stia portando fuori strada.
Se hai visto Tracy in videocassetta ( è un film del '90, se stiamo parlando della pellicola di Beatty con Madonna) quando eri un bambino, non hai ancora macinato abbastanza chilometri, in salita, da poterti sedere in quota e leggere i fumetti con le lenti di un moderato cinismo - alcuni non ci arrivano mai ( come il signor Faraci ), altri ci sono arrivati quando la signora Ciccone cantava like a virgin( come Crepascolo )
Ginko non è un 'cattivo', ma un antagonista. La dialettica Diabolik/Ginko prevede che i due ballino il tango in eterno o fino a quando i lettori si stancheranno del loro duello, ma anche in quel caso continueranno a rincorrersi nei pensieri di coloro che ne serberanno il ricordo.

"Ginko non è un 'cattivo', ma un antagonista."
Molto giusto.

Prova commento. Sto verificando che restino registrati.

Scrivi un commento