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In viaggio con lo Zio

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Questa tavola, così, la potete vedere unicamente qui sopra: ancora in bianco e nero, senza lettering. Per apprezzare solo e soltanto i disegni di un Silvio Camboni particolarmente ispirato e generoso di dettagli. Sarà stato lo spirito natalizio? Ne dubito, dato che per ovvie ragioni questa storia è stata realizzata sul finire dell'estate.

Se la volete vedere e leggere tutta, con testi e colori, procuratevi il prossimo numero di Topolino, in edicola da mercoledì.

È una delle mie rare storie di paperi. Si sa, di norma preferisco i topi. Da tempo, tuttavia, volevo scriverne una in cui Zio Paperone si portasse in viaggio tutti i tre nipoti: Paperino, Paperoga e Gastone. Personaggio, quest'ultimo, che io trovo molto "drammatico", potenzialmente. Un giorno magari vi tedierò spiegandovi il perché (per oggi siete salvi).

C'è anche il mio "solito" Babbo Natale, che ho fatto agire in altre storie disneyane. Un uomo che ha un duro lavoro da fare. Ma, se non altro, deve farlo una sola volta all'anno.
E poi gnomi, orsi polari, Archimede come guest star...

Ah, dimenticavo: questa non è la tavola con cui inizia la storia, anche se così sembra. Ce n'è una prima, forse la più divertente (be', io mi sono divertito a sceneggiarla e, credo, Silvio a disegnarla).


Commenti

Ma come, lanci il sasso e nascondi la mano? Perliamone, invece, di Gastone.
Ho sempre pensato anch'io che fosse un personaggio drammatico e sono curiosa di sapere se è per gli stessi tuoi motivi.
Io lo trovo drammatico come tutti i personaggi antipatici, ed antipatico per destino, quindi ancora più drammatico. Il suo destino di papero fortunato gli impedisce di avere uno scambio o un rapporto umano almeno un po' consistente con chiunque. Non può fare simpatia, non può esserci transfer con lui e se non bastasse desidera anche "la donna d'altri".
Infine chiunque abbia ideato la sua giacchetta chiaramente voleva fare del personaggio un essere destinato all'infelicità. :)

Susanna Raule, accidenti, mai pensato di scrivere storie Disney?

A volte mi fai paura...

Ciao
Tito

Visto che anch'io faccio fatica ad entrare nello spirito natalizio, mi limito perfidamente a sottolineare quanto il grande Cavazzano abbia - involontariamente - rovinato la nuova generazione di disegnatori Disney, tutti dediti allo stile pupazzettisco del secondo periodo del Nostro (non certo il migliore). ;-)
p.s.: quando uscirà la storia?

"stile pupazzettisco del secondo periodo del Nostro (non certo il migliore)"

Mah. Doppio mah.
Non sono d'accordo.

L'invasione dei cloni cavazzaniani è uno dei motivi per cui ho smesso di comprare fumetti Disney.
Per inciso, il Cavazzano che preferisco è quello di metà anni '70 (quello di Altai & Johnson, per intenderci), quello che si era liberato dell'influenza di Scarpa e cominciava ad avere un tratto personale.
Ma anche il Cavazzano dagli anni '80 in poi è stato geniale e innovativo: il problema è che troppi imitatori hanno ridotto quello stile a maniera.
Comunque questi post di Tito mi stanno facendo tornare la voglia di comprare Topolino...

Tu invece, sempre più spesso, MI SPAVENTI :)

Una bella storia natalizia da leggere proprio mercoledì, che sarà tra l'altro anche la vigilia di Natale. :-)

Drammatica è la girella gialla che Gladstone sfoggia da sessanta primavere - il suo coetaneo Tex ha messo in riga anche i capelli oltre a tonnellate di bandidos, ma ha provato anche altre acconciature - ci siamo spesso chiesti chi sia lo hair stailist del papero con il farfallino.
Vediamo già la storia: ultimi giorni dell'impero Nixon - Trickie Dickie chiama, di notte, Kissinger per ordinargli di bombardare l'Egitto, ma all'alba ha già cambiato idea. Stress insopportabile per il Consigliori. A che serve sedere nella stanza dei bottoni, se non si riesce a tenere gli occhi aperti? Kiss si reca nell'Area 51 dove alcuni scienziati tedeschi sono riusciti - dopo vent'anni di indefesso lavoro - a rimettere in funzione una macchina del tempo che alcuni commessi viaggiatori alieni stavano portando ad alcuni dittatori terrestri per rimettere indietro le lancette della Storia, prima di essere abbattuti dalle doppiette di fabbricanti clandestini di rosolio.
Kiss ha un piano: crono-raggiungere la notte in cui i genitori di Nix interagirono a livello prossemico ed impedire il concepimento del Prez ( non è dato sapere come ).
Festival di lucette colorate : la time machine funziona. Prima tappa: la Grande Mela
( 1963 ) Nix si ritrova negli uffici della Marvel Comics mentre Ditko consegna alcune tavole del suo Spider- man. Led energia della time machine sul rosso - Kiss infila la spina dell'accricchio nella presa dell'ufficio del Sorridente ( famoso black out della Grande Mela ) . Secondo salto nel tempo: il sindaco di Kansas City consegna la cittadinanza onoraria a Sordi -l'Albertone nazionale si esibisce nella sua macchietta dei compagnucci della parrocchietta. Kiss non riesce ad aggiustare il tiro e decide di provare una volta ancora : se non riesce ad atterrare su casa Nix , se ne ritornerà nel suo ufficio. Third leap: lo studio di Carl Barks, 1948. Il cartoonist si arrovella sul concetto di un cicisbeo che insidi Daisy e arruffi le penne di Donald - Nix, per darsi un contegno, gli suggerisce di arricciare ed ossigenare la chioma della sua creatura( quello strano italiano dalla faccia rotonda deve averlo colpito ), poi esce per la comune. Rientro a Washington - 1973. Sulla sua scrivania il Post: in prima pagina lo scandalo che porterà Nix alla pece ed alle piume, nella pagina dei fumetti, una strip con le piume del papero fortunato. Kiss si indigna perchè non è riconosciuto il suo contributo ( non nell'affaire Watergate, ma per il look di Gastone ), ma questa è un'altra storia.
p.s. Kiss non ha mai avuto occasione di leggere gli slugfest tra l'uomo ragno ed il folletto verde: i cingoli che Norman Osborn sfoggia sotto la maschera non sono un omaggio a Joseph Cotten, ma al primo time traveller della Casa Bianca.

Caro Tito, oggi mi è arrivato il Topo e ho letto la storia.
Splendida. Ha solo un problema che capita spesso su Topolino con storie come queste: giri pagina e leggi le altre storie: l'abisso è troppo profondo! Insomma era una battuta scema per dirti bravo davvero e poi l'inizio... e anche la fine non è male. Bella li.

Scusate, c'è ancora qualche problema con i commenti sul blog...

Tito,
la prima tavola è una citazione... magari da una serie francese... oppure è tutta farina del tuo sacco?
Te lo chiedo perchè ho già visto la tua storia e quella prima tavola in un qualche modo la ricordo...
Grazie

Farina del mio sacco, direi. Anche se ha un "meccanismo classico".

Di più però non dico, per non rovinare sorprese a chi non ha ancora letto (cioè, quasi tutti).

Ciao
Tito

Finalmente son riuscito a leggere il topo!

Non dirò nulla nemmeno io, ma confermo che la prima tavola mi ha fatto veramente morire :-)

Anzi, all'inizio, avendo aperto distrattamente il topo, non mi ero accorto che era l'inizio della storia, pensavo molto distrattamente fosse un "Ciak". Poi l'ho letta, ho visto i nomi sotto e ho collegato a quanto avevi scritto qui. E mi sono messo a ridere, appunto.

Storia esilarante comunque... e un grande Babbo Natale!

(In questo numero ci sono comunque anche un buon Salati/Vian e un buon Savini & C./Intini - allegato. Per non parlare della Ziche. Non è proprio da buttare il resto!)

(PS: Auguri!)

Sì, è proprio un bel numero...

Gran bella storia! Le scene con Paperoga poi sono ESILARANTI! Sono morto dal ridere quando Paperoga aveva annotato sul taccuino i rumori prodoti dall'interferenza! :-D Grande Tito!

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