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Fuori classe

Sono passati quasi trent'anni. Immaginatevi un liceo classico di provincia. Immaginatevi uno dei primi giorni del primo anno. La quarta ginnasio. Ho quattordici anni. Sono arrivato da fuori, da un paese piccolo. Non conosco quasi nessuno, e ho questi terribili maglioni fatti dalla nonna...

Oggi c'è uno sciopero, con una manifestazione. Ma in questa classe nessuno è assente. Tutti attenti, alla lezione di greco.
Si apre la porta. Si affaccia uno delle ultime classi, senza chiedere permesso. Con un mezzo sorriso spavaldo (ma anche rassegnato, a ripensarci) chiede: "Nessuno di voi viene in manifestazione?"
Tutti abbassano gli occhi, tutti zitti. Ma io...
Sento la mia voce che dice: "Io. Vengo io". Vorrei raccontarvi che ho fatto un gran ragionamento. Ma invece è stata una cosa così, improvvisa.
Nel ricordo, mi sembra di guardarmi da fuori, come attraverso una immaginaria macchina da presa. Immagini vivide, è un ricordo preciso, cristallizzato.
Mi alzo dal banco. Attraverso l'aula. Passando di fronte alla cattedra saluto la professoressa: "Buongiorno". Sorrido anche, educato.
Esco. Vado alla manifestazione. Penso che ho fatto una cazzata, che mi sono messo nei guai, che la prof si vendicherà. Che i miei genitori lo sapranno e...

Questa storia ha perfino una specie di lieto fine. La professoressa non si è vendicata. Non è successo niente. Nemmeno una nota.
Ho addirittura trovato qualche nuovo amico, fuori dalla mia classe.

È andata proprio così. Non ci aggiunto nulla. Anzi, forse ho anche un po' tolto. Forse è stato perfino un po' più "eroico".
So che può sembrarvi esagerato, ma non ho fatto molte cose, nella mia vita, di cui mi senta altrettanto orgoglioso. Ogni tanto mi torna in mente. Oggi, per esempio, è il giorno giusto.

Mi piacerebbe che un giorno i miei figli tornassero a casa da scuola raccontandomi una cosa così. Nessuno glielo deve impedire.

Commenti

...carino.
preferirei non ricordarmi cosa abbiamo combinato noi a scuola ma, tant'è, ogni volta ci rido sopra e mi lamento un pò... quel ragazzo se ne è andato e a volte, nelle scelte di tutti i giorni, vorrei ci fosse lui...
ciaociao K.

>applausi<

Premettiamo che io alle superiori ero rappresentante d'istituto e anche rappresentante della consulta studentesca.
Ero incazzata per cose che, adesso, mi sembrano piccole.
Ora, invece, inizio ad essere spaventata e non so se è perché non sono più un'adolescente e sono preoccupata per tante cose che un tempo non mi sfioravano oppure se è perché ci sia davvero motivo di seria preoccupazione.

Suvvia, Susanna, sei troppo giovane per sentirti vecchia.
Forse è una questione oggettiva: ci sono parecchie cose che dovrebbero preoccuparci, tutti, e spaventarci. E in fondo una di queste cose mi ha fatto scrivere questo post.

Ma vecchio sarai tu! Tze! :)
Più preoccupata di quando avevo 17 anni, però, devi concedermelo.

Bel post, complimenti!
Ammetto con rimpianto che l'unica occupazione a cui ho aderito, per la guerra in Iraq (la prima), la usai solo per andarmene per i fatti miei. Ho un po' meno rimorsi per una su piazza Tienanmen, dove almeno restai a far numero per il corteo. La maturità non sempre arriva in tempo (ammesso che io oggi possa considerami maturo). Un po' di quei peccati di gioventù penso di averli scontati andando a prenderle a Genova nel 2001.

Ah, be', credo che tu li abbia scontati con tutti gli interessi. Tanto di cappello.

...e ti pareva che non c'era qualcuno che metteva in mezzo il G8 di Genova...
ma cosa c'entra con questo post?

C'entra molto, per la verità.
"Nessuno glielo deve impedire."
Ciao
Tito

Nessuno deve farselo impedire. Semmai.

Sì, questo è molto giusto. Ti ringrazio.

"...e ti pareva che non c'era qualcuno che metteva in mezzo il G8 di Genova...
ma cosa c'entra con questo post?"
Guarda, ne parlo raramente proprio perché ogni volta (fin da subito) che lo faccio noto reazioni irritate come la tua. Infatti fino all'ultimo ero indeciso se lasciare il riferimento nel post e appena postato mi sono pentito di averlo lasciato.
Per la cronaca, non ho molto da vantarmi di quell’esperienza dato che tutto quello che feci fu subire una carica dalla polizia e poi scappare per il resto della giornata.
Però visto che in questi giorni si è ventilata l'eventualità di usare la forza per stroncare un movimento di protesta, non mi sembrava una cosa così fuori luogo ricordare che dalle nostre parti non è un'eventualità così remota ed improbabile. Tra l'altro anche all'epoca ci andò di mezzo una scuola...

irritata... dove? la mia frase, per come l'ho scritta, non lo è affatto... il mio modo di dirla (ma dovreste essere qui di fianco a me per crederci) non lo è nemmeno... quindi?
vi scaldate per questo argomento? ...mmmhhh...
semplicemente tutte le volte la si tira in mezzo e spesso chi ne parla ripete a pappagallo ciò che ha letto da qualche parte... vogliamo aprire la polemica? chi ha ragione? la polizia sceriffo o i manifestanti riottosi? la brava gente o quella cattiva? non è questa la sede, e ovviamente non lo farò.
c'erano 2 modi per leggere il post di Tito: quello di un ragazzino che fa le sue scelte senza dover rendere conto a nessuno e quello della questione da lui riportata nel link. IO ho preferito soffermarmi sulla prima, qualcuno sulla seconda. per me va bene, ma fatevi andare bene anche la mia frase "irritata"... è solo una frase.
ciaociao kromo

Bellina la storiella.
Ricordo un mucchio di manifestazioni di convenienza (un pò come ora fanno molti) ed anche un litigio con il preside
Sono passati molti e molti anni e di eroico ricordo poco almeno nel mio caso
Sgli altri post non intervengo anche perchè mi piace leggere la storiella di Tito con la leggerezza che merita e non con la pesantezza di altre visioni e distorsioni
(quello che succede o succedera ora e sempre e nel futuro lo tengo per me)

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