Nelle mie volenterose pianificazioni, faccio sempre lo sbaglio di non calcolare i tempi della rilettura. Così va a finire che accumulo tavole e tavole e tavole di sceneggiatura. E mi riduco a rileggerle nei fine settimana, franando verso il fondo alla classifica dei bravi papà.
Per chiunque scriva, non solo fumetti, la rilettura è una delle fasi meno divertenti. Anzi, non c'è proprio nulla di divertente. Nulla.
È lavoro noioso, lungo, faticoso. Eppure bisogna metterci il massimo dell'impegno, dell'attenzione.
Una volta finita una storia, sarebbe meglio fare passare un po' di tempo, prima di rileggere. Lasciarla lì, dimenticarsela. Cominciare a scrivere qualcos'altro. Allontanarsi.
Così, quando la rileggerai, potrai riavvicinarti guardando la storia dall'alto. Perché, per vedere bene qualcosa, non puoi starci troppo vicino. Non puoi esserci ancora dentro.
Gli errori che devi riuscire a beccare, quelli davvero importanti, non sono i banali refusi. Sono i problemi nella struttura, nel ritmo, nel respiro di una storia. Roba grossa che, per essere vista, va guardata senza starci appiccicati con il naso. Appunto.
I refusi, è ovvio, vanno evitati. Ma, se anche te ne scappa uno, in redazione qualcuno rimedierà e non sarà un gran seccatura.
La rilettura è molto di più di una correzione di bozze. È la tua ultima possibilità...
Spesso il tempo fra la fine della scrittura e la rilettura finale non può essere lungo. Ci sono storie che andavano consegnate ieri e non puoi lasciarle lì, ad aspettare, per una settimana.
L'ideale è rileggerle stampate. Ma sarebbe un tale consumo di carta tale che poi non riusciresti a guardare negli occhi un albero dell'Amazzonia.
E allora devi rileggere in video, quasi sempre. Va bene anche così.
Basta che non non affidarsi soltanto - e nemmeno soprattutto - al correttore ortografico. Che ne sa lui del ritmo e del respiro di una storia? Che gliene importa?
E comunque a lui andrà bene anche se "Billy vive in una bella cassa di due piani" e non ci troverà nulla di strano se qualcuno subisce delle "modestie sessuali".
Io il correttore lo uso come una specie di cartina tornasole. Quando ho finito la mia ultima rilettura... faccio pure un bel giro di correttore ortografico. Se segnala solo qualche errore qui e là, può andare. Significa che ho lavorato bene, che ci ho messo attenzione.
Se di errori ne segnala troppi... devo preoccuparmi. Significa che sono stato disattento, distratto. E forse non ho visto anche altre cose, quelle importanti. Più importanti di una stupida cuccia di banana, su cui posso scivolare senza farmi male.
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Commenti
Elikrotupos 10/set/2008 08:58:04
sergio pasquandrea 10/set/2008 14:39:19
MdG 10/set/2008 18:33:13
Tito Faraci 10/set/2008 23:14:32
Michele 13/set/2008 16:49:02
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