Flusso di coscienza - Flusso di coscienza

Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Maestri e allievi

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Ispirarsi ai maestri del passato è certo un ottimo punto di partenza. Il pericolo, però, è che diventi anche il punto di arrivo. Lo so, ci sono schiere di nostalgici innamorati che vi applaudiranno. Ma sono applausi un po’ limitati e limitanti, a cui forse è meglio rinunciare.

In realtà, spesso (quasi sempre), quei grandi autori – da Winsor McCay a Romano Scarpa, da Gianluigi Bonelli a Stan Lee… – erano degli innovatori. Il loro lavoro ci indica una strada che va avanti, non torna indietro.
E così, paradossalmente, copiarli significa tradirli.

Commenti

Ma ispirarsi a è una cosa diversa da copiare ;-). V.
Infatti. Il "pericolo" è che le due cose si confondano. Che l'una porti all'altra, in un percorso in retromarcia. Nelle mie storie di Topolino, non ho MAI nascosto di ispirarmi a Gottfredson (e Walsh) e Scarpa. Che cosa mi dicevano? Mi dicevano: usa il mondo, guardati attorno, fai di Topolino un uomo (sì, un uomo) del tuo tempo. Questa è stata la mia scelta. Il mio ispirarmi. Poi, ovvio, ognuno è libero di seguire la propria strada (o quella altrui). Grazie dell'intervento, che mi ha permesso di precisare un concetto.
PS Se ho parlato di Topolino, è perché è stato il mio inizio di autore.
Ispirarsi è (o può essere) qualcosa di più; è metabolizzare la storia e sapere, quindi, innovare consapevolmente. V.
È vero. Non è solo qualcosa di più, rispetto a copiare. È qualcosa di diverso.
ottimo spunto di riflessione penso poi ci sia una netta distinzione tra ispirarsi e copiare il copiare le vedo come un atto volontario, mentre l'ispirazione viene da dentro, mentre porti fuori cose che hai fatto tue, si è detto "metabolizzare" non dovrebbe essere essere così volontaria se è reale ispirazione. SP
Doppio applauso, per compensare quelli dei "nostagici innamorati" che mancheranno. Uno per il post, uno per il commento su Gottfredson (e anche Barks, il suo Donald è l'uomo comune, non un papero pittoresco).
Il punto è che io scrivo storie di personaggi - come Tex, Diabolik, Topolino - dove l'ombra dei grandi maestri del passato si staglia gigantesca. E la tentazione, anche su sollecitazione di certe fasce di lettori, e di starsene tranquilli, al riparo, sotto tali ombre.
Mi sembra che dietro questo topic ci sia una critica verso qualcuno o qualcosa che copia dai classici. Ti riferisci a un esempio in particolare, o è un discorso generale?
No, per carità! È un discorso generale e, nel caso, un consiglio ai giovani autori...
Tito, le sollecitazioni del pubblico sono la trappola peggiore per un autore. E' chiaro che si scrive per essere letti, ma diventare schiavo del pubblico e' la morte dell'autore. E oggi, con la rete e la comunicazione facile e invasiva, si rischia di piu', a scrivere. Oltretutto, le pulsioni basse del pubblico sono quasi sempre le piu' basse (e spesso le piu' attraenti). Ma secondo me bisogna resistere. Che ne pensi?
Penso che hai ragione da vendere. E ogni tanto io chiudo la porta e lascio tutti fuori. Il problema è che sono sempre di più e spingono per entrare...
Io comunque preferirei che un nuovo autore copiasse pari pari G.L.Bonelli piuttosto che stavolgesse il personaggio.Nizzi per esempio dopo avere scritto bellissime storie tra il 300 e il 400 sta rovinando Tex coi suoi dialoghi da pensionato,col suo spiegazionismo estremo.Insomma non ci vuol mica tanto a mettersi a leggere il Tex leggendario dei primi 200 numeri ,ad assimilarlo a capirne il comportamento,le sfumature psicologiche e ad agire di conseguenza....
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