Flusso di coscienza - Flusso di coscienza

Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Invasione


“Ti rendi conto della situazione? La casa è invasa dalla carta! Non ci si muove più… “
“Be’, molti libri sono anche tuoi.”
“Sì, ma tu li tieni tutti! Dico, tutti questi Urania e gialli… non possiamo darli via? O metterli in cantina…”
“…”
“Lo sai quanto costerebbe fare quella nuova libreria, vero? Se tu invece buttassi tutti quei tascabili… e quei fumetti… certi non li leggi neanche!”
“Però potrei leggerli, un giorno.”
“E si riempiono anche di polvere. Fanno schifo.”
“…”
“Tu sei malato.”
“…”
“Mi stai ascoltando? Mi stai ascoltando?! Quella è la faccia di uno che non mi ascolta più!”
“Oh, dai… Guarda, lì c’è ancora un po’ di spazio in seconda fila. Vado a prendere la scala…”
“Malato.”

Commenti

Eh eh... la "sindrome da Martin Mystère". Qui c'è una discussione *identica* tutti i giorni... tranne lo spazio in seconda fila, quello non si trova quasi mai!!
qua da me lo spazio in seconda fila è finito da un pezzo. anche quello in terza. e anche quello SOPRA la libreria (che tra l'altro si è trasformata in una trappola per chiunque cerchi di estrarre qualcosa, pena la caduta rovinosa di decine di grossi volumi sopra la testa). al momento sto occupando le zone perimetrali del pavimento, ma sono consapevole del fatto che l'opzione "cantina" si avvicina sempre di più, minacciosa. lo sai che un libro moderno è fatto per durare al massimo 70 anni? è una cosa che mi riempie d'angoscia.
Mmm... Questa discussione mi sembra di averla già sentita... :)
C'è sempre uno spazio, da qualche parte, nascosto, oscurato, però esiste. Il problema è trovarlo. E poi la storia di leggerli è assurda. Non si può mica aver letto tutto quello che hai in libreria, sennò poi cosa rimane da fare? Non si chiama malattia comunque...è una fobia, fobia di rimanere senza qualcosa da leggere. Buona fortuna...
Che poi, ovviamente, la maggior parte dei libri sono già stati letti. E, siccome, io non rileggo mai (o quasi) nulla, la loro presenza non è molto utile. Eppure, alla sola idea di liberarmene, di separarmi da essi... brrr!
Io qualche risultato lo sto ottenendo. Mi sto disintossicando. Ho trovato parecchia roba che ho venduto su ebay perché la ritenevo sperflua. Qualcosa ho regalato, altre cose le ho addirittura buttate nel cassonetto della carta! Giuro! Però i risultati si notano poco, la casa è ancora invasa!
Io non ce la faccio, non ce la faccio proprio. Non riesco a liberarmi nemmeno di un vecchio Urania, di nessun libro. Non riesco a prestarli. Se me li prestano, soffro a restituirli. Mm... forse, sì, sono malato. Ma, a quanto leggo qui, è una malattia epidemica.
Ma Tito, sei solo alla seconda fila? Tsk, tsk, io non ho più spazio per camminare :-). V.O.
Eh, Vincenzo, figurati. Le librerie sono zeppe per tutta la loro profondità. Ieri, però, in effetti sono riuscito a scovare un buchetto, con uno stratagemma... ... che è stato come dare un tic tac a un orso affamato.
Comunque, prima ci si arrende toto corde e meglio è: inutile combattere contro l'impulso ad accumulare libri, sarebbe come pretendere che il vecchio Scrooge non avesse dovuto depositare in cima proprio quell'ultimo, fatale decino... V.O.
È amore, sincero amore per i libri, non vertigine di possesso. E all'amore, hai ragione, ci si arrende.
io uso il pavimento. c'è un sacco di spazio vuoto che aspetta di essere riempito da pile e pile di libri. Se no a cosa serve? e sì, è amore.
mi sento chiamato in causa -aspetta, se sposto qui fumetti e li metto li sopra, poilì ci infilo tre libri, la collezione di quell'autore la metto nel terzo ripiano, Wow! Li ci stanno altri due albi... eheheheh Altro che tetris! SP
Bene, molto bene. Queste testimonianze mi sono di conforto. La cura non è ancora stata trovata (per fortuna), ma alla malattia riusciamo a sopravvivere allegramente, in tanti.
Solo perché quelli oramai sommersi non riescono a raggiungere le tastiere. E' per quello che hanno inventato quelle wireless.
Esatto, anche io uso il pavimento. Solo che NON c'è più spazio vuoto :-). The Book is a harsh master. Ecco, per restare a Urania. V.
Io ho i miei libri sparsi in tre case, il che è come dire che ho tre pezzi di cuore in tre diversi luoghi d'Italia. Anzi, quattro: perché una volta mia madre regalò a un suo alunno la mia copia del "Giro del mondo in 80 giorni" perché, secondo lei, era un libro per bambini che a me non serviva più. Quel libro è ancora lì, orfano e solo in giro per il mondo.
Libri in digitale. Consiglio a tutti i libri in digitale. Sono due anni che non compro libri cartacei... fumetti sì ovviamente. Sto scannerizzando i miei fumetti più vecchi e li ripongo al sicuro. Un sacco di spazio libero, nessu problema con la polvere e sono sempre disponibili ovunque, bastano un paio di chiavette usb.
Eretico!!!
Non amo la seconda fila perché ho poca memoria e non mi ricordo più cosa c'e' la' dietro. Causa separazione ho dovuto traslocare e il nuovo piccolo appartamento non poteva contenere tutti i miei libri e fumetti e cosi' ho dovuto dividere il bottino: meta' nel vecchio garage e meta' nel nuovo appartamento. Pero' oltre alle librerie ci sono anche le cassapanche. Io ne ho tre di personali che mi porto dietro nei miei traslochi degli ultimi 20 anni. E una nuova grande cassapanca l'ho anche trovata nel nuovo appartamento. Adesso le mie 4 cassapanche sono zeppe di Corriere dei Piccoli, Corriere dei Ragazzi e Giornalino. Le librerie invece raccolgono tutti gli altri fumetti e non-fumetti. Comunque vedo che e' una malattia comune a molti...
La migliore delle malattie!
arrivo buon ultimo... ho copiato il post e l'ho spedito a mia moglie, questa la sua risposta: " ma che, c'hanno spiati ?" PS: la mia cantina ormai straborda !!
Conservo ancora una email del 2004 indirizzata ai miei colleghi di lavoro dove concludevo dicendo: Se invece qualcuno avesse da offrire un dilatatore spaziale per far entrare in casa i fumetti che ormai non trovano più posto nelle mie librerie, gliene sarei molto grato. Uno spiritosone rispose: Il dilatatore costa poco. Si chiama fiammifero.