Flusso di coscienza - Flusso di coscienza

Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Rumori di fondo

Doctor_fart


Benché messi in guardia dalle guide di Londra, che descrivono il quartiere come una trappola per turisti, alla fine facciamo un giretto per Covent Garden.
Meglio del previsto e meglio di quanto ricordassi, decisamente.
Mi fermo a guardare un paio di spettacoli prestigiatori, e perfino un escapista, che sanno il fatto loro. Naturalmente, mi metto pure a pontificare da grande esperto.

Nei negozi e nelle bancarelle, i prezzi non sono peggio che sui Navigli, a Milano. Io e i ragazzi – Giovanni e Virginia – ci perdiamo in un negozio di scherzi, lasciando fuori Sabina, che alza gli occhi al cielo, ogni volta che ci sporgiamo dalla porta entusiasti, mostrando un nuovo portento.

Io compro, fra l’altro, due valide riproduzioni di blatte, meditando sugli utilizzi (leggi: scherzi deplorevoli) al ritorno in patria. Virginia compra una bambolina voodoo, e comincia subito a trafficarci con un sorriso che mi piace poco. Giovanni invece compra un congegno sonoro con preset campionati – diciamo così – chiamato Dr. Fart. Con cui si mette a giocherellare per strada, a tradimento, nella folla, generando occhiate perplesse, sospettose e imbarazzate. Alle quali lui sfugge, l’impunito, dato che la gente guarda ad altezza di uomo e non di bambino.

Dopo l’ennesima attivazione dell’ordigno, alle spalle (letteralmente) di una innocente e distinta signora, perdo la pazienza. Strappo di mano a Giovanni il malefico Dr. Fart e me lo infilo in una tasca della giacca. “Adesso basta, lo tengo io!” Diamine, un padre deve fare il padre.

Se non che, dopo un po’, urto un signore e Dr. Fart parte, nella mia tasca…