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Flusso di coscienza di Tito Faraci

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La metà dispari

Libri4


Già da ragazzino ero un “lettore duro”. D’estate, poi, non era raro che mi sparassi un romanzo al giorno. Tanto più che l’alternativa era annoiarsi, mentre quasi tutti gli amici erano in vacanza e i pochi rimasti giocavano a pallone (attività in cui io ero e sono una schiappa).


Leggevo libri che sceglievo io, però. Non quelli che ero costretto a leggere.
Ma io dico: come si può pensare di fare nascere l’amore per la lettura in un ragazzo… obbligandolo a leggere dei libri, su cui poi sarà pure interrogato?!
Capisco le buone intenzioni, signori. Ma non è molto astuto.
A ripensarci, è un miracolo che il mio, di amore, non sia morto per colpa di quel reiterato supplizio. Si vede che il pallone mi faceva proprio schifo.

Per sfangarmela, quando mancavano pochi giorni al rientro a scuola, usavo un trucco.
Leggevo quei libri una pagina sì e una no.
E, siccome cominciavo dalla pagina 1, erano sempre e solo le pagine dispari…

Credetemi, funzionava. Non era il massimo, ma funzionava.
Riuscivo a capire la trama, il senso generale del libro. Solo di rado mi toccava dare una sbirciata a una pagina pari, per afferrare un passaggio logico. Ero in grado di sostenere un’interrogazione, argomentando e citando con apparente cognizione di causa.
E così ho letto a metà – la metà dispari – tutti quei capolavori (detto senza ironia: loro, i libri, non avevano colpe).
Per inciso, non ero l’unico a usare quel trucco. Ho il vago ricordo di averlo appreso io stesso da qualcun altro.
Chissà quanti siamo ad avere un bagaglio di letture obbligatorie dimezzate…

Voi sapete qual è la vera, amara beffa?
Sono libri che un giorno io avrei anche potuto godermi, di mia spontanea volontà, per intero, riga per riga.
Ma che così, invece, mi sono bruciato per sempre. La voglia non mi è mai più venuta.

Quindi, miei cari studenti, voi ora non fatelo.
Be’, sì, a meno che proprio…

Commenti

Bellissimo trucco... peccato non averlo conosciuto ai tempi :-( P.S: Dei libri che dovevo leggere per "colpa" della scuola l'unico che realmente non sono mai riuscito a finire (in realtà ad arrivare a più di un terzo della sua lunghezza) è "I Malavoglia". :-)
In effetti mi piange il cuore quando in libreria ricevo gli ordini dagli insegnanti. Perchè a volte sono pure giovani insegnanti che sperano di andare al di là dei soliti Promessi Sposi o Malavoglia. E guardo intristito le 20 copie di "1984" di George Orwell o "Farenheit 452" di Bradbury, pensando ai ragazzi che per l'appunto li odieranno per essere stati "costretti" a leggerli! Comunque a me piaceva giocare a pallone, ma leggevo comunque come un vero piccolo nerd! ^^
Porc! Ho scritto "Farenheit 452"! ^^
a me è capitato in più occasioni di leggere solo l'inizio dl libro per poi riuscire a sostenere tutta l'interrogazionesolo con quel po' che avevo immagazzinato. soprattutto il livello basso degli altri aiutava ad apparire anche migliore. già, le letture obbligatorie non han senso di essere, si dovrebbe almeno dare un minimo di scelta SP
Certo che arrivare a far odiare Bradbury od Orwell... dovrebbe essere un crimine perseguito per legge! ironia a parte, sono davvero convinto che sotto ci sia un intento giusto. Ma il sistema è chiaramente controproducente. Uno può detestare anche il cioccolato, se glielo fanno "assaggiare" infilandoglielo in gola a forza, mentre è incatenato a una sedia.
Avevo questa professoressa alle medie, brava donna eh, piena di buone intenzioni, ma credo abbia falcidiato intere generazioni di potenziali lettori con i suoi Manzoni, Verga, D'Annunzio, Bedeschi, Rigoni Stern (sì, aveva la fissa con la campagna di Russia). Una tristezza. Anch'io da ragazzino ero un lettore implacabile, ma i libri imposti dalla scuola, anche se scelti da me, mi rifiutavo di aprirli. Non ricordo come poi me la cavassi, probabilmente alla fine nessuno leggeva i libri dell'estate. Tristissimo un episodio con mio fratello, che invece ha sempre letto pochissimo. Per il libro dell'estate aveva scelto molto convinto "Shining" di King, sull'onda d'entusiasmo per il film, ma il professore lo ritenne una lettura poco seria e gli assegnò..... "Exodus" di Leon Uris (834 pagine!). Non credo di dover specificare come andò a finire.
Che poi se c'è un grande autore che può fare innamorare della lettura un ragazzo... è proprio King! Sono indignato.
Tristezza... l'aneddoto su King dimostra purtroppo quale possa essere la ristrettezza mentale, doppiamente grave se propria di una persona che, per il suo stesso mestiere, dovrebbe aiutare i ragazzi ad "aprirsi" alla cultura... Comunque m'è tornata in mente una cosa divertente ed emblematica al tempo stesso, riguardo ai "libri obbligati". Il famigerato "I Promessi Sposi" mi perseguitò per almeno un semestre alle superiori, ma la forzatura ha prodotto esiti tragicomici. Date le interrogazioni "a rotazione", si leggeva solo nel periodo in cui potevi essere "pescato". Quindi io conosco I Promessi Sposi a pezzi! So tutto dell'inizio e della presentazione dei personaggi. So tutto dell'arrivo di Renzo a Milano e della peste. Non so NULLA della Monaca di Monza e dell'Illuminato. Ma soprattutto...non ho mai saputo come va a finire...
Grande! I MALAVOGLIA! Io lo lessi un capitolo sì e uno no, ma mi accorsi che non ci avevo capito niente, quindi me lo rilessi per intero e... Il risultato fu lo stesso! Però le novelle del Verga sono stupende, provare per credere.
Grazie, è bello leggere queste testimonianze. Di lettori forzati che, malgrado tutto, non hanno perso l'amore per la lettura. Viene in mente il trito, ma talvolta vero, luogo comune: a scuola si impara... malgrado la scuola.
Io in genere i libri che ci assegnavano per l'estate me li ero già letti per conto mio, mesi o anni prima. Quindi potevo dedicare l'estate a quel che mi pareva, da Montale a Tex Willer, da Omero a Topolino. Nei pochi anni in cui ho insegnato, cercavo di bilanciare: qualche libro lo assegnavo io, qualche altro lo lasciavo proporre ai ragazzi. Schede di lettura brevi, il più brevi possibile, e soprattutto sottolineavo che apprezzavo più una stroncatura ben motivata (fosse anche di Verga o di Manzoni) che una scopiazzatura laudatoria. Spesso funzionava. A volte no, ma pazienza...
Mi sembra un metodo equilibrato, Sergio, e contiene un giusto messaggio: nessuno è intoccabile, per quanto grande.
Mi fa un po' ridere questo post, in quanto arriva proprio nel momento in cui uno (io, per esempio) deve tirare le somme e mettersi davanti ad una tastiera a scrivere quello che pensa di un libro che magari non voleva leggere, magari ha letto un paragrafo si e l'altro no (altra tecnica interessante...), magari gli ha fatto schifo, ma non può scriverlo, mica puoi dire "a me Joyce pare fare troppi voli pindarici", perché chi cavolo sei tu per dire che uno dei più grandi autori del '900 è pressoché incomprensibile? E allora lodi sperticate e scopiazzature folli e spudorate. Per fortuna c'è qualche professore furbo, ma ovviamente deficitano. Una cosa posso dirla: se una persona ama leggerla, non smetterà per colpa di un libro forzato, o letto a metà; spero di non pentirmi, comunque, dei letti libri un paragrafo su due; forse è vero, si rimpiangerà più avanti, ma è colpa di chi obbliga a leggerli questi libri, non di chi li taglia. Saluti.
Soprattutto, un metodo che abitua a ragionare prima di scrivere, a motivare quel che si scrive: il libro mi è piaciuto? se sì, che cosa mi ha colpito di più? e se non mi è piaciuto, perché? che cosa di preciso? è una questione di gusti personali, e basta, oppure c'è qualcosa in particolare nell'autore o nel libro che mi ha dato fastidio, irritato, annoiato, ecc.? Insomma, un po' di sano tirassegno sul luogo comune, sulla pigrizia del pensiero. Ovviamente, senza scambiare la presunzione e la supponenza per libertà di pensiero, ma anche senza piegarsi sempre e comunque alle idee correnti. Tanto più se a metterle in corso sono proprio i professori, cioè quelli che dovrebbero insegnarti a ragionare con la tua testa. Il bravo professore non è quello che conosce tutte le risposte, ma quello che sa farti le domande giuste e ti sa insegnare a trovare le risposte da solo. Sì, lo so, sono un idealista...
Continuo a leggere i vostri commenti con grande interesse e una sorta di amaro, amarissimo divertimento. Grazie.
io ho avuto la fortuna alle medie di una professoressa che ci ha fatto conoscere poe,e almeno a me ha aperto la porta a tutta la letteratura americana che adoro e che mi ha formato in gioventu'. caso raro purtroppo