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Seconda vita

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Brad Barron è stata la prima mini serie pubblicata da Sergio Bonelli Editore. Diciotto numeri, usciti fra il maggio del 2005 e l'ottobre dell'anno successivo.
Diciotto telefonate, una al mese, al capo redattore della casa editrice. Puntualmente, il giorno in cui arrivavano i rilevamenti dalle edicole. Ogni volta ero convinto, assolutamente convinto, che ci sarebbe stato il crollo. Che la sveglia sarebbe suonata, e mi sarei svegliato da quella specie di sogno. Ma non è mai successo. Dopo il cosiddetto assestamento fisiologico iniziale, le vendite hanno tenuto. Sempre, fino alla fine. Fino all'ultima telefonata...

Io a Brad voglio bene. E sia chiaro: gliene avrei voluto comunque, anche se fosse stato un pargolo meno forte e fortunato. È stato il protagonista della prima serie da me creata. Un traguardo importante.
Che, fatalmente, è diventato un nuovo punto di partenza. Il 26 luglio esce il primo Speciale. Una storia di 240 pagine, autoconclusiva, scritta da me e disegnata da Max Avogadro. Destinata a chi conosce già Brad e il suo mondo. E anche a chi - e a questo tengo molto - ci si avvicina per la prima volta. Lo stesso personaggio, per nuove avventure.
Continua il suo lungo viaggio attraverso i generi. Stavolta, insieme alla fantascienza, all'horror, all'hard boiled... fa capolino anche la spy story. Il tutto sul finire di quegli anni Cinquanta alternativi, in cui era ambientata la mini serie.
Così lo sventurato, e oltremodo paziente, caporedattore riceverà ancora le mie telefonate. Stavolta a distanza di sei mesi l'una dall'altra. È già una miglioria.

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