È il dolore a fargli riprendere i sensi.
Lo riporta su dal fondo di un pozzo di oscurità, fra miasmi di vomito e sangue. Ma non c’è nulla di buono ad attenderlo, là fuori. E non c’era stato nulla di buono neppure prima che precipitasse là sotto. Con la coscienza, torna anche la memoria. Frammenti appuntiti, taglienti, un mosaico di cui ancora gli sfugge il disegno complessivo.
L’uomo conosciuto come Wade ricorda, riflette.
La notte prima (ma quanto prima? E poi, sarà finita, la notte?) sono andati in sei a prenderlo. Avevano compatte pistole mitragliatrici HKMP5, munite di torce alogene e puntatori laser. Avevano elmetti e vest in kevlar. Avevano mimetiche senza contrassegni. Avevano visori notturni e laringofoni. Avevano giberne da combattimento da cui pistole, caricatori, pugnali e granate flashbang pendevano come grappoli infetti. Avevano taser da mezzo milione di volt e spray narcotizzanti.
Gente abile, esperta, ben addestrata. Professionisti. Due di loro sono perfino riusciti a sopravvivere. Due di loro sono riusciti a prenderlo.
Questo è l'inizio di Mattatoio, un racconto che ho scritto per Legion, antologia di Segretissimo dedicata alla spy story italiana. È in edicola, ora.
Stavolta ho giocato da dilettante in mezzo a professionisti. Ma alla fine, negli spogliatoi, una pacca sulla spalla me l'hanno data. Benvenuto in squadra, figliolo.
C'è questo personaggio, che si chiama Wade. Anche per lui è stata prima volta. La prima, non l'ultima.
Avrà un futuro e, forse, addirittura un passato.
Nota: la colpa è tutta di due amici. Prima Sandrone Dazieri e poi Sergio "Alan D." Altieri, che si sono avvicendati come editor di Gialli Mondadori, Urania e, appunto, Segretissimo. Prendetevela con loro. Ma vi avverto: sono grossi. Più grossi di me, in vari sensi.
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Commenti
Michele 08/lug/2008 13:40:12
Hytok 08/lug/2008 22:22:06
Giorgio 09/lug/2008 13:40:07
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