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Come un film

Sincity1

Ma voi direste mai, per esempio: “Questo quadro è così bello che sembra un balletto”?
Tenderei a escluderlo. (Be’, a meno che non vi troviate in una comoda stanzetta con le pareti imbottite...)
Tuttavia capita di dire che una storia a fumetti è così bella che “sembra un film”, che è molto “cinematografica”. O, quanto meno, capitava...

Capitava anche a persone che di fumetto se ne intendono, sia chiaro. Chi è senza peccato...
Pensateci, però: è come se la massima possibilità di un fumetto - di un buon fumetto - fosse arrivare al livello di un film. Di un qualunque, imprecisato film. Nel grande palazzo delle arti, il pavimento del cinema sarebbe il soffitto del fumetto.
“Capitava”, dicevo, perché da qualche tempo ho l’impressione che questa frase giri meno. Magari è passata di moda. Magari.
Ora spero solo di non cominciare a sentirmi dire che un fumetto è così bello da sembrare un romanzo.

Commenti

il fumetto ha sempre sofferto di un senso di inferiorità, o meglio, l'hanno fatto soffrire di ciò.
non è male che prenda dal cinema ma sarebbe limitativo se ne fosse l'obbiettivo.
ma questi discorsi sono ormai stantii.
meglio leggere del buon fumetto e magari farne, no?

SP

Dipende anche dal fumetto in questione.
Nel forum di Tex io ho appena definito l'ultimo albo di Boselli e Font come "cinema su carta" intendendolo come un complimento, constatando la capacità dei due autori di dare al fumetto una concretezza e un'intensità che per forza di cose appartengono di più ad un mezzo immediato come il cinema che non al più indiretto fumetto. Più in generale trovo che il fumetto Bonelli sia molto legato al linguaggio del cinema fin dal Tex di Bonelli, quindi l'accostamento mi viene naturale. Non mi sognerei mai di dire la stessa cosa parlando dei "Peanuts", di "Coccobill" o di "Persepolis".

Teniamo conto poi che spesso si parla bene di un film definendolo "musicale", "poetico" o attribuendogli valori "letterari". Quante volte siamo portati a dire "che bella questa inquadratura sembra un quadro!"?

Certo poi c'è da riflettere sul fatto che quando un film viene definito "un fumetto" è quasi sempre inteso in senso spregiativo... mah!

Per il fumetto vedo più pericoloso e subdolo l'accostamento con i romanzi, quello sì portatore di separazioni odiose. Come nella libreria che frequento: due scafali ben separati con le "graphic novels" in vista vicino ai best seller e i "fumetti" in un angolo, vicino ai libri per bambini.

Ciao, Tommaso.

Sì, hai ragione, hai sottolineato una questione interessante: un fumetto bello è "cinematografico"... un brutto film è un "fumettone".
Dovrei essermi abituato, in tanti anni, e invece riesco ancora ad arrabbiarmi.

Probabilmente succede perché con il fumetto si possono raggiungere più facilmente - e si raggiungono sovente, purtroppo - dei livelli più bassi di quelli raggiungibili all'interno di altri media. Provate a leggere "Unità Speciale", la nuova serie sui Carabinieri della Eura, e provate ad immaginare un film tale quale, con gli stessi dialoghi, inquadrature, etc. e pensate a quale obbrobrio sarebbe. Ciò non vuol dire che col fumetto non si possano raggiungere dei livelli superiori alla media del cinema, dei romanzi, etc.

Stiamo dunque chiedendoci se i fumetti brutti sono più dei film brutti?
La questione sembra un po' bislacca. I due piatti non appartengono alla stessa bilancia.
Quanti film si producono in un anno? E quanti fumetti?
E i costi e l'impegno produttivi sono paragonabili?
Verrebbe da pensare che, prima di buttare una barca di soldi nella produzione di un film, uno ci dovrebbe pensare due volte.
Però, accidenti, di film pessimi se ne vedono parecchi. Troppi.

Inutile indignarsi (anche se poi io sono il primo a farlo), comunque: se nella percezione comune il fumetto è - era? - associato all'idea di storia banale, di cattiva qualità, grossolana... bisogna farci su una riflessione, chiedersi il perché.

Forse perché tradizionalmente destinato ad un pubblico giovane, quindi dal gusto meno sofisticato? Io ricordo bene il 'trauma' subìto nel passaggio dai fumetti per adolescenti (Tex, Zagor, super-eroi, etc.) a quello per adulti (Metal Hurlant, Totem, ma anche semplicemente Ken Parker). L'attenzione all'interiorità dei personaggi, al mondo psicologico, non sono certo alla portata di un bambino che inizi a leggere i fumetti a 8-10 anni. Quindi lo spessore psicologico dei personaggi è - originariamente - piuttosto limitato, forse. Da qui la definizione 'da fumetto' per indicare una storia, delle relazioni tra i personaggi, poco approfondite. Questo può essere un aspetto della questione.

C'è però da dire che un fumetto tradizionalmente considerato per bambini, quale è il fumetto disneyano, è in molti casi un prodotto molto sofisticato, di grande respiro narrativo, di qualità. Attenzione: lo spessore psicologico di personaggi come Topolino o Zio Paperone (due esempi soltanto) è straordinario. E su tale argomento tornerò...

Dovrei essermi abituato, in tanti anni, e invece riesco ancora ad arrabbiarmi.
E questo ti fa onore, chiaramente. La riflessione e' complessa, ed e' un discorso che torna ciclicamente. Interessante vederlo affrontato da un autore e non dai soliti fanzinari (come me).
Da parte mia, dico (senza averlo letto) che Unita' Speciale non sara' peggio di un film dei Vanzina o di certe serie TV... magari sono snob al contrario.
La percezione del pubblico in Italia e' che il fumetto sia inferiore ad altri media. Magari cambiera'. Un modo possibile (e qui apro una voragine) e' che magari Bonelli spinga piu' sull'acceleratore, forse.
A proposito di arrabbiature, io mi arrabbio di piu' quando ci sono autori che invece citano il cinema per darsi un tono, come se parlare di cinema nel fumetto fosse necessariamente un modo per elevare i toni, quando invece il modo vero di farlo e' quello di avere buone storie, tutto qui. Come e' andata in Sardegna?

La Sardegna domina!

Ma perché non sono nato lì? (E se ci nascevo, ci restavo...)

D'accordo su tutto, comunque.

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