Quando io scrivo, quando riesco a farlo, sto bene. A volte, mi sento felice.
Ci ho messo fin troppo tempo a rendermi conto di questo semplice fatto. Semplice e importantissimo...
Scrivere è importante di per sé, più del risultato finale. Scrivere è il gesto che precede tutto. Che è al di sopra di tutto.
Questa mia felicità è più importante di quella dei miei lettori, anche se per loro provo affetto (be’, per qualcuno di più e per qualcuno di meno... ma è un’altra faccenda).
Credo che le cose migliori siano quelle che scrivo provandola, questa felicità. Che è tutta mia, non dei miei personaggi. Posso scrivere storie terribilmente tristi, e sentirmi tremendamente - vergognosamente, dite? - felice.
Tirando le somme, questa mia felicità è molto, molto più importante del giudizio finale di qualunque critico (anche se a volte ci godo, a volte ci soffro).
Aveva ragione Bukowsky: scrivere è come andare a letto con una bellissima donna, e farsi pure pagare.
Quindi, ripeto, vietato lamentarsi.
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Commenti
Hytok 27/giu/2008 12:33:51
Gabriele 30/giu/2008 15:12:35
Tito Faraci 30/giu/2008 17:22:29
micol 03/lug/2008 15:32:57
micol 03/lug/2008 15:33:30
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